La grande menzogna

Cinisello Balsamo è una città strana. Un luogo che da cittadella rurale di 7.000 anime, velocemente si è trasformato in una città di 76.000 abitanti, provenienti da tutte le province italiane. Nell’Italia del boom economico degli anni ’50-’60 di De Gasperi, serviva un serbatoio di manodopera a basso costo vicino alle grandi fabbriche di Milano e Sesto San Giovanni: Cinisello Balsamo ha rappresentato il luogo ideale per innestare questo germe, in un’Italia distrutta dalla Seconda Guerra Mondiale e fatta rinascere dal Piano Marshall.
Non è un caso che Sesto San Giovanni fosse stata denominata la “Stalingrado d’Italia” e Cinisello Balsamo come la “Leningrado d’Italia”, in cui il PCI (Partito Comunista Italiano) ha trovato terreno fertile per consolidare un’ideologia che di fatto ha dimostrato tutti i suoi limiti, a partire dal principio costituzionale della sussidiarietà, dimenticata da tempo, a favore del mercato.
Partendo da principi formalmente corretti, giustificabili e condivisibii, quali la difesa della classe operaia, dei meno abbienti che si spostavano in Italia per ragioni economiche e per trovare migliori condizioni di vita, pian piano qualcuno ha capito che queste esigenze avrebbero portato soldi e consenso politico. Così sono nate delle “holding” che hanno sfruttato il previsto strumento costituzionale che chiamare cooperative è riduttivo. Molto riduttivo, specialmente se si pensa che la governance di queste strutture è rimasta immutata per decenni, con Statuti che ne impedivano il ricambio generazionale, ancora oggi vigenti.
Questo sistema aveva due vantaggi: da una parte garantiva il nuovo business fatto sulla pelle delle persone che cercavano una soluzione abitativa a condizioni migliori rispetto al mercato, e dall’altra garantiva il mantenimento del controllo della governance politica della città.
Ne è nata quindi un’aberrazione unica in Lombardia, ma forse dell’intera Italia. Da una parte si combatteva il capitalismo degli speculatori edilizi cercando di dimostrare che una proposta edilizia alternativa era migliore e dall’altra si garantiva il controllo politico del Comune, ente delegato a rilasciare le concessioni edilizie. Senza controlli ai cantieri, senza verifiche di conformità, senza nulla, con richieste di varianti postume che gridano vendetta.
Era rimasto solo un problema: trattare con i grandi proprietari terrieri delle aree di Cinisello Balsamo, per acquisirne la proprietà, tramite espropri, transazioni bonarie, compartecipazione agli investimenti. Su quest’ultimo problema ci hanno pensato le generazioni più recenti, quando il Movimento Cooperativo ha perso la sua originaria natura (nata da un’esigenza emergenziale) e ha cominciato a entrare pienamente nel tanto odiato “mondo capitalista”. Il resto è storia, anche recente.

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